Il cyberbullismo non si differenzia molto dal bullismo in quanto a conseguenze, si differenzia però per alcune caratteristiche. Vediamo quali e perché.

Abbiamo già parlato del bullismo nel nostro precedente post. Qui affrontiamo le peculiarità del nuovo fenomeno del bullismo che si sviluppa sul web: il cosiddetto cyberbullismo.

Parleremo poi anche delle nuove dipendenze da social network e di come possono influire sui nostri comportamenti.

Cyberbullismo: quali sono le sue principali caratteristiche?

Grazie a internet, sono aumentati gli atti di cyberbullismo, perché la rete consente:

• un relativo anonimato
• di agire in qualsiasi orario
• una diffusione ampia e immediata dell’atto
• una ridotta possibilità di intervento e controllo

Oggi siamo tutti connessi 24 ore su 24. Molti di noi hanno il cellulare in mano anche in questo momento. L’essere connessi 24 ore al giorno, ovunque noi ci troviamo, ci permette di commentare, postare e visionare materiale violento sempre. Sempre e comunque.

La rete ci permette anche un relativo anonimato. Io posso mettere un nickname falso e andare a insultare qualcun’altro, posso creare un gruppo facebook privato e pubblicare tutti gli screenshot di una persona che mi sta antipatica.

Soprattutto che cosa permette la rete?

Una diffusione ampissima e in pochissimo tempo del materiale.

Se io faccio una foto a qualcuno che mi sta antipatico e la posto su un gruppo social, quella foto in pochi istanti è arrivata a tutti gli 800 iscritti di quel gruppo e poi agli amici degli amici e così via.

Questo cosa implica?

Una ridotta possibilità di intervenire e una ridotta capacità di controllo. Non è immaginabile pensare di poter controllare quello che tutti pubblicano ogni secondo.

Con la rete quindi la violenza si trasforma. Come? Non è più prettamente fisica, ma è molto più morale e psicologica.

Dobbiamo ricordare che tutto ciò che pubblichiamo in rete, anche se noi lo cancelliamo, da qualche parte, su qualche server nel mondo, rimarrà per sempre. Esiste la remota possibilità che un giorno ci potrà essere qualcuno che va a ripescare quel contenuto, quella foto dei nostri figli che ci hanno detto di non pubblicare, quella presa in giro, il commento politico.. Tutto può essere ripescato dalla rete, e usato contro di noi.

E questo, se ci pensiamo, è ben diverso dal fatto che dei ragazzini in classe si prendono in giro e si spintonano. Ricordiamoci sempre: ciò che mettiamo in rete è per sempre.

La vittima del cyberbullismo

La vittima del cyberbullismo, non differentemente dalla vittima del bullismo normale, viene scelta in primo luogo per tutta una serie di caratteristiche fisiche.

Fortunatamente negli ultimi anni si va un po’ in controtendenza: la disabilità fisica non è presa di mira così tanto quanto accadeva per esempio negli anni ‘90. Oggi possiamo dire che c’è più consapevolezza di cosa vuol dire disabilità.

cyberbullismo

Quali sono gli atti di cyberbullismo?

Le azioni di cyberbullismo possono essere diverse, e ce ne sono sempre di nuove. Sono ad esempio:

furto di profili virtuali
furto di e-mail e messaggi
condivisione di contenuti all’insaputa delle persone oggetto di tali contenuti
• creazione di gruppi contro altre persone, dove si parla costantemente male di certe persone
diffusione di foto e immagini intimi o che contengono atti intimidatori

Quindi addio privacy sostanzialmente.

Recentemente abbiamo letto diverse notizie di cronaca in cui si è parlato di adolescenti, anche minorenni, che si sono trovati di fronte a propri video pornografici o video intimi pubblicati in rete. Questo fenomeno purtroppo è assolutamente in aumento.

Da una recente ricerca italiana, è emerso come:

1 ragazzo su 10 è stato almeno una volta vittima di qualcuna di queste azioni di violazione della privacy
• Il 21% dei ragazzi conosce almeno 1 persona che ne è stata vittima
• Il 29% dei ragazzi ha assistito almeno una volta a un atto del genere
• Il 13% dei ragazzi ha ricevuto del materiale violento (atti intimidatori, minacce, diffamazioni, e quant’altro)

I social network e il bullismo

I social sono utilissimi, su questo non ci piove. Utilissimi ad esempio anche per le persone con disabilità fisiche o cognitive, e per le persone particolarmente timide.

Ma qual è il rischio che si insidia nella frequentazione assidua di social network?

Il rischio di un utilizzo smodato dei social network è:

• isolarsi completamente
• perdere il contatto con la realtà
• perdere la percezione della realtà

Ci sono persone, oggi, che stanno al computer o davanti al telefonino per ore e ore, addirittura per settimane, senza uscire mai di casa. Ci sono persone che non sanno più come si fa ad uscire di casa e relazionarsi e incontrare gente, perché il loro mondo è tutto sul loro computer o cellulare.

Questo ci fa capire quanto sia dilagante e grave la situazione attuale. Non ci sono più limiti, non ci sono più freni. Ed è difficile anche riuscire a imporli questi limiti, nella nostra società di oggi.

L’influenza dei social network sui nostri comportamenti

Quali influenze hanno dunque sul nostro comportamento e sul nostro umore i social network?

Vediamone alcuni tra i più diffusi:

• Youtube
È stato dimostrato come Youtube aumenti le sensazioni piacevoli. Youtube ci fa stare bene, perchè ci permette di passare da un video all’altro. Così passiamo in un istante dal gattino che fa le fusa, al bambino che ruzzola giù per le scale mentre il padre lo riprende invece di aiutarlo, fino ai tutorial per costruire armi.
Insomma, su Youtube c’è di tutto, e generalmente esso aumenta lo stato di benessere e anche la nostra conoscenza. Youtube è più visitato e più consultato dei dizionari e delle enciclopedie.

• Instagram
Viceversa, Instagram aumenta tantissimo le nostre sensazioni negative. Perchè? Perché stiamo tutto il tempo a scorrere foto di gente con corpi statuari e vite perfette.
E noi? Noi nel confronto non ci sentiamo così perfetti, e allora va a finire che stiamo tutto il giorno a farci i selfie con il piatto della colazione sana appena fatto, e a ritoccare le foto con mille filtri.
C’è sempre questa ansia costante del confronto, non ci sentiamo mai abbastanza, ci troviamo a pensare: ‘io sono meno degli altri’.

• Facebook
Su Facebook si sono sprecate tante parole, è già stato detto tutto e il contrario di tutto. Riflettiamo ora solo su una cosa:
Dal 2018, dopo una serie di attente analisi, Facebook ha cambiato l’algoritmo con il quale noi visioniamo il feed dei contenuti in bacheca. Questo perchè?
Facebook ha capito che mettere in primo piano le notizie relative ad amici e familiari, piuttosto che le pagine che seguiamo, aumentava le sensazioni di benessere, di confronto, di voler essere coinvolti nella vita degli altri. Questo genere di contenuti ci porta a passare maggiore tempo connessi, a condividere e a postare di più. Quindi per Facebook si tratta di un tornaconto non da poco.

Che ruolo hanno i social network oggi?

Quindi che cosa sono questi social network?

Sono degli spazi virtuali, non fisici, dove si esperiscono emozioni reali, senza saperle però controllare o gestire, e spesso senza saperle riconoscere.

Le faccine, gli emoticons, il maiuscolo, il linguaggio bon ton dell’informatica, che andava di moda quasi 20 anni fa, oggi si è un po’ perso. Ad esempio, oggi sono tante le persone che scrivono sui social tutto in maiuscolo. Già agli albori di internet era buona norma condivisa scrivere la maggior parte dei contenuti in stampatello minuscolo, perché usare il maiuscolo, si sa (anzi, si sapeva) equivale ad urlare. Oggi questa norma non viene molto rispettata sui social.

Su questo mondo nuovo che sono i social non sappiamo più come reagire e come agire. Quindi c’è continuamente questa discrepanza tra la vita reale e la vita immaginata. C’è un costante confronto con gli altri, che di solito è negativo per quanto ci riguarda.

Cosa può provocare questo confronto costante generato dalla presenza sui social network?

• disturbi dell’autostima
• disturbi dell’umore
• disturbi del sonno

Ci sono persone che si alzano nel cuore della notte per controllare quanti like ha avuto il loro post, cosa ha scritto Tizio, il suo ultimo accesso whatsapp.

Si sentono frasi del tipo: ‘mi ha detto che andava a dormire a mezzanotte, invece alle 2 di notte era ancora connesso, con chi è?

Ci sono coppie che sono andate in crisi per molto meno.

Nuove dipendenze da social network

A che cosa ci riporta tutto questo iper-controllo sulla vita degli altri e questo rendere pubblico ogni aspetto della nostra vita?

Ci rimanda ad un meccanismo della dipendenza. Cioè: ‘io più controllo, più voglio pubblicare, più sono connesso, più ne ho bisogno’.

Internet e i social vanno proprio a lavorare sul meccanismo e sul circuito della dipendenza.

Il meccanismo è semplice: ‘io pubblico un post, ricevo subito 50 mi piace, sbaam, botta di dopamina, ormoni del benessere, quelli che ci fanno stare proprio bene. Cavoli allora ne posto ancora, voglio vedere quanta gente mi segue!’

È un circolo vizioso senza fine, un meccanismo che crea dipendenza. Così come l’alcol e le droghe, è una cosa che ci fa stare bene sul momento. Però dopo quella botta di adrenalina poi c’è un calo, e quando ci passa ne vogliamo ancora.

I social funzionano allo stesso modo, tendono ad innescare sensazioni di benessere momentanei che generano delle dipendenze.

Perciò attenti ragazzi! Ricordate che, come alcol e cioccolato, anche i social sono da usare con moderazione. 😉

 


 

Questo articolo è tratto dall’intervento della Dr.ssa Giulia Adorante a Psichè 2019.

La Dr.ssa Adorante è psicologa e studia presso la scuola di psicoterapia cognitivo comportamentale. L’approccio cognitivo-comportamentale è una terapia di breve durata, dove il terapeuta guida ed accompagna l’assistito.

 

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P.S. La Dr.ssa Adorante aderisce all’iniziativa sociale #iovadodallopsicologo.

L’iniziativa offre la possibilità di richiedere un voucher per una consulenza individuale gratuita con uno psicologo/psicoterapeuta aderente all’iniziativa, proseguendo con 5 sedute ad un costo agevolato di €40 per singolo incontro.

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